Le mura della città vecchia raccontano di un passato lontano che si intreccia con quello di Aquileia e di Venezia. Della prima fu porto marittimo, rifugio e infine rivale. Della seconda “madre” in senso storico e religioso, avendole trasmesso il prestigioso titolo patriarcale.
Nel V e VI secolo le ricorrenti minacce barbariche trasformarono l’abitato in fortezza. All’interno del castrum trovarono rifugio i vescovi di Aquileia che eressero quelle splendide chiese che ancora oggi caratterizzano il centro storico. Superati i mirabili resti della Basilica della Corte, Campo Patriarca Elia ci regala il lato sud del Duomo (Basilica di S. Eufemia) affiancato dal campanile medioevale sulla cui sommità svetta l’inconfondibile Angelo (Anzolo) segnavento, dono veneziano e simbolo, ormai, di tutta la comunità di Grado.
Nel V e VI secolo le ricorrenti minacce barbariche trasformarono l’abitato in fortezza. All’interno del castrum trovarono rifugio i vescovi di Aquileia che eressero quelle splendide chiese che ancora oggi caratterizzano il centro storico. Superati i mirabili resti della Basilica della Corte, Campo Patriarca Elia ci regala il lato sud del Duomo (Basilica di S. Eufemia) affiancato dal campanile medioevale sulla cui sommità svetta l’inconfondibile Angelo (Anzolo) segnavento, dono veneziano e simbolo, ormai, di tutta la comunità di Grado.

